Confederations Cup: Brasile – Usa 3-2

Posted Giugno 29, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009

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Gli Stati Uniti sognano per un tempo un trionfo storico per la storia calcistica del paese. Alla fine, però, vengono fuori i valori di un Brasile un po’ disordinato, ma ricco di campioni in grado di fare la differenza. E così la Seleçao conquista il trofeo al termine di una gara divertentissima, rimontando da 2-0 a 2-3.

In campo – Per la storica finalissima, gli Stati Uniti recuperano il loro capitano Bocanegra, all’esordio in questa Confederations Cup. Con Bradley squalificato, c’è Feilhaber a completare il centrocampo. Per il resto nessuna variazione con Altidore confermato alle spalle di Davies. Anche Dunga si affida ai soliti 11 con Robinho sulla sinistra e Luis Fabiano punta centrale. Per Dani Alves è ancora panchina.

Si gioca -A partire meglio sono i verdeoro di Dunga con Kakà, che poco dopo il 5′ di gioco, sfiora un inedito goal di testa su azione d’angolo. Al primo vero squillo, però, sono gli americani a passare: Spector mette in mezzo un pallone da destra, Dempsey lo gira al volo con l’interno destro e batte Julio Cesar sul palo più lontano. Stati Uniti in vantaggio e Brasile sorpreso e tramortito. I brasiliani provano a reagire, ma gli statunitensi non si distraggono e, ben guidati in difesa dal gigante Onyewu, respingono gli assalti verdeoro, annullando per tutta la prima frazione “O Fabuloso” Luis Fabiano. Felipe Melo prova a prendere le redini del centrocampo, ma l’impatto della linea a 4 statunitense è migliore sebbene al 25′, in seguito ad uno scambio spettacolare Maicon-Kakà, l’interista sfiora il goal, ma trova sulla sua strada Howard. E’ solo un fuoco di paglia che anticipa lo strepitoso raddoppio a stelle e striscie: Donovan dà il via ad un rapidissimo contropiede, Davies gli restituisce di prima intenzione uno straordinario pallone sulla corsa che la stella della Nazionale statunitense controlla a rientrare superando in dribbling Ramires, prima di battere Donovan con un sinistro angolato che non lascia scampo a Julio Cesar. Il Brasile continua a provarci soltanto con conclusioni dalla distanza (Andrè Santos in primis), ma senza successo, ma pian piano intensifica il proprio raggio d’azione ed è bravo Howard a dire di no a Robinho prima del riposo.

Pronti-via e al 1′ del secondo tempo il Brasile è nuovamente in partita: Luis Fabiano controlla spalle alla porta, si gira in un batter d’occhio e con una conclusione tanto potente quanto precisa, supera Howard lasciando sul posto un De Merit sorpreso. 1-2 e finale più aperta che mai. Ci vuole uno straordinario intervento di Howard per negare a Lucio il goal del 2-2, goal che in realtà arriva al 60′ con Kakà che di testa batte Howard, il quale riesce a smanacciare il pallone quando questo aveva già varcato la linea di porta: per la terna arbitrale scandinava non è goal e al neo-acquiso del Real Madrid non resta che da protestare. Il Brasile prende campo e prova a mettere gli Stati Uniti alle corde, ma la Nazionale di Bradley prova a rimanere compatta al fine di non lasciare spazio ai veloci giocolieri brasiliani, ma pochi minuti dopo il pareggio arriva: Kakà si invola sulla sinistra e mette in mezzo per Robinho il quale, a due passi dalla porta americana, colpisce con lo stinco il pallone che va ad infrangersi sulla traversa: Luis Fabiano però è lesto a mettere in rete il tap-in di testa che vale il pareggio ed il 5° goal dell’attaccante del Siviglia in questa Confederations Cup. Dopo il pareggio di “O Fabuloso” la gara scende di tono fin quando, all’84°, arriva il lampo di Lucio: il difensore del Bayern Monaco svetta su un corner battuto magistralmente da Elano, sovrasta Dempsey e batte Howard con un colpo di testa che colpisce il palo prima di terminare in rete. Gli Stati Uniti hanno la possibilità di trovare il pareggio nel finale, ma il colpo di testa di Onyewu non inquadra la porta di Julio Cesar.

La chiave – E’ sicuramente il goal di Luis Fabiano al 1′ della ripresa. La Seleçao, al riposo sotto di due goal, si ritrova subito in partita grazie ad una magia del capocannoniere della manifestazione.

La chicca – A sei anni dalla tragica scomparsa, proprio durante una gara di Confederations Cup contro la Colombia, del camerunense Marc Foè, il figlio dell’ex calciatore africano ha parlato allo stadio prima dell’inizio della gara, ricordando il padre e ringraziando tutti coloro i quali sono stati accanto a lui e alla sua famiglia. Le parole di incoraggiamento al ragazzo da parte del capitano americano Bocanegra è il finale perfetto per un momento così toccante.

Top&Flop – Luis Fabiano disputa un primo tempo da dimenticare, ma è la sua doppietta a consegnare di fatto il titolo ai brasiliani e dunque 45′ minuti “no” gli sono ampiamente perdonati. Gli ingressi di Elano e Dani Alves sono decisivi, data la prova sottotono di Andrè Santos e Ramires. Male Robinho, bene a tratti Kakà. Tra gli americani, i migliori sono Donovan e il difensore Onyewu, incolpevole sui 3 goal subìti. Dempsey sigla il vantaggio, ma si perde Lucio in occasione del goal decisivo.

Renato Maisani

IL TABELLINO

STATI UNITI – BRASILE  2-3

MARCATORI: 10′ Dempsey (S), 27′ Donovan (S), 46′ Luis Fabiano (B), 74′ Luis Fabiano (B), 84′ Lucio (B)

STATI UNITI (4-4-1-1): Howard 6.5; Spector 6, De Merit 5.5, Onyewu 6.5, Bocanegra 6; Dempsey 6, Clark 6 (88′ Casey s.v.), Feilhaber 6 (75′ Kljestan s.v.), Donovan 7; Altidore 6.5 (75′ Bornstein s.v.); Davies 6.5. Commissario tecnico: Bradley 7

BRASILE (4-3-1-2): Julio Cesar 6; Maicon 6, Lucio 6.5, Luisao 5.5, Andrè Santos 5.5 (65′ Dani Alves 6); Ramires 5 (65′ Elano 6.5), Felipe Melo 6.5, Gilberto Silva 5.5; Kakà 6.5; Robinho 5.5, Luis Fabiano 7.5 Commissario tecnico: Dunga 6.5

ARBITRO: Hansson (SVE) 6.5

AMMONITI: Bocanegra (S), Felipe Melo (B), Andrè Santos (B), Lucio (B)

ESPULSI: nessuno

Fonte: www.goal.com

Confederations Cup: Brasile – Sudafrica 1-0

Posted Giugno 25, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009

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Il Brasile sa vincere anche senza dare spettacolo. A Johannesburg gli uomini di Dunga soffrono il dinamismo dei sudafricani, ma grazie ad una prodezza di uno dei suoi tanti talenti accede alla quarta finale della sua storia in Confederations Cup, la seconda consecutiva. Domenica sera sfida agli Usa per arricchire una bacheca invidiata da tutto il mondo.

In campo – Per la sostituzione dell’infortunato Juan al centro della difesa Dunga preferisce il più esperto Luisao a Miranda. Ramires confermato al posto di Elano nel fantastico poker d’attacco completato da Kakà, Robinho e Luis Fabiano, ancora panchina per Pato. Santana opta di nuovo per il 4-2-3-1, con Tshibalala al posto dello squalificato Sibaya alle spalle dell’unica punta Parker. Toccante il momento dell’inno nazionale sudafricano con tutto lo stadio di Johannesburg a cantare con i propri beniamini. Serata tipicamente invernale, temperatura sotto i 10 gradi, Julio Cesar con collare di lana al collo come a dicembre a San Siro, Blatter in tribuna con una vistosa sciarpa bianca.

Si gioca - Avvio sotto ritmo, con la seleçao che si limita ad uno sterile possesso palla e i sudafricani prontissimi a chiudere ogni varco. La prima conclusione in porta è del Brasile con Ramires, passato da poco dal Cruzeiro al Benfica, blocca sicuro Khune. Risponde subito il Sudafrica con uno “shoot” da fuori di Gaxa, il Maicon sudafricano, no problem per Julio Cesar. Al 20’ la grande chance capita sulla testa di capitan Mokoena, che a colpo sicuro spedisce clamorosamente sopra la traversa. I ragazzi di Santana prendono coraggio, mostrando buone doti tecniche e ottimo dinamismo, con Gaxa e Modise scatenati sulla fascia destra. I brasiliani sembrano patire la sesta partita negli ultimi 19 giorni considerate anche le qualificazioni mondiali. Il genio di Kakà si accende solo al 36’, ma il suo destro a giro finisce di un soffio a lato. Il neo “galactico” ci riprova alla fine della prima frazione, ma la sua conclusione dopo una galoppata di 50 metri è preda di un attento Khune. Pronta risposta di Pienaar dalla parte opposta, si oppone con la punta delle dita Julio Cesar.

La ragnatela predisposta da Santana è efficace anche ad inizio ripresa, con continui raddoppi di marcatura e pronte ripartenze. Al 53’ si libera bene Parker, il giustiziere della Nuova Zelanda, ma in area si incarta e il suo tiro finisce addirittura in fallo laterale. Sudafrica che continua a spingere e al 57’ su un tiro di Modise deviato da Luisao il numero uno del Brasile (e del mondo, non ce ne voglia Buffon…) è chiamato ad un super intervento. Tanti errori di palleggio per i sudamericani, brutta copia dei “marziani” che hanno stritolato l’Italia domenica scorsa. All’80 Dunga butta nella mischia il laterale del Barcellona Dani Alves e la fortuna bacia la sua scelta. A tre minuti dallo scadere proprio il vice Maicon su punizione dal limite dell’area fulmina Khune di destro spezzando i sogni di tutta una nazione.

La chiave – Capolavoro tattico di Joel Santana, che non a caso è stato per 4 mesi nel 1987 allenatore di Dunga al Vasco da Gama. Gabbia su Maicon, centrocampo robusto, spinta incessante sugli esterni, marcature asfissianti. Il Brasile segna solo su palla inattiva, complimenti a Dunga per aver azzeccato il cambio.

La chicca –“Vuvuzelas” grandi protagoniste per tutto il corso del match, un sottofondo continuo che ha fatto da cornice a tutte le gare della Confederations Cup. Se non proibiranno queste curiose trombette, l’anno prossimo ai Mondiali ne “sentiremo” delle belle…

Top&Flop – Applausi a scena aperta per il terzino Gaxa e l’esterno Modise, giocano in Sudafrica ma dopo questo match meriterebbero squadre europee. Dominatori assoluti della fascia destra, hanno distrutto Andrè Santos, corsa e qualità tecniche, davvero una piacevole scoperta. Julio Cesar non sbaglia una partita ormai da tempo immemore, rendimento sempre altissimo, un paio di interventi da superman. Inusuale apatia di Maicon, mai un’accelerazione, nessun cross insidioso, difficoltà in copertura. E’ umano anche lui…

Marco Amabili

IL TABELLINO

BRASILE – SUDAFRICA 1-0
MARCATORI: 87’ D.Alves (B)

BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar 6,5; Maicon 5,5, Lucio 6,5, Luisao 6, A.Santos 5 (81’D.Alves 7); G.Silva 5,5, F.Melo 6; Ramires 6; Kakà 6; Robinho 5,5; L.Fabiano 5,5 (91’Kleberson s.v.)  All.: Dunga 6.

SUDAFRICA (4-2-3-1): Khune 6,5; Gaxa 7, Mokoena 6.5, Booth 6,5 , Masilela 6; Mhlongo 6, Dikgacoi 6,5; Pienaar 6,5, Tshabalala 6, Modise 7; Parker 5,5. All.: Santana 6.

ARBITRO: Busacca (Svi) 6

AMMONITI: F.Melo (B), Masilela (S), A.Santos (B)

Fonte: www.goal.com

Confederations Cup: Spagna – USA 0-2

Posted Giugno 24, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009

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Il primo tempo mostra la voglia degli Stati Uniti di giocarsi la partita e di non stare a guardare la Spagna. Gli americani sfoggiano, fin dai primi minuti, un buon gioco di squadra e sfruttando i diversi errori spagnoli trovano il vantaggio con Altidore. I Campioni d’Europa non giocano un primo tempo irresistibile e meritano lo svantaggio allaed fine dei primi quarantacinque minuti. Nella ripresa si allungano le squadre e la Spagna domina gli Stati Uniti costruendo innumerevoli occasioni neutralizzate da Howard, tuttavia sarà la squadra di Bradley a trovare il raddoppio e la qualificazione alla finale. La forza vince sulla tecnica: Spagna-USA 0-2.

In campo – Del Bosque non cambia modulo e si affida al consueto 4-4-2 per la semifinale di questa Confederations Cup contro gli Stati Uniti. La finale, sulla carta, appare molto vicina, ma il commissario tecnico degli spagnoli non si fida. Ci sarà dal primo minuto Fabregas diversamente da quanto ci si aspettava alla vigilia. Con lo stesso modulo scenderanno in campo gli Stati Uniti con la speranza di creare problemi ai Campioni d’Europa in carica. A centrocampo non ci sarà Kljestan, confermato dunque Clark. La novità grossa fra gli Usa è la posizione del capitano, Bocanegra, che gioca sulla sinistra.

Si gioca
– La partita inizia subito in grande stile da semifinale; pericolissime le ripartenze nei primi minuti degli Stati Uniti con Davies che gioca sul filo del fuori gioco e si rende diverse volte pericoloso. Gli americani vogliono subito mettere paura agli uomini guidati da Del Bosque. Vivacissimi, dunque, gli Usa, mentre l’approccio alla partita della Spagna non è dei migliori e all’ottavo minuto Dempsey sfiora, per l’ennesima volta, la rete del vantaggio. La risposta spagnola è di Xabi Alonso che da fuori area tenta di sorprendere Howard. Le squadre sono molto corte; si gioca su spazi minimi e la Spagna cerca di affermarsi placando la manovra iniziale Statunitense. Ci sono pochissimi spazi in campo per gli spagnoli, si chiudono bene gli Usa, ma al diciassettesimo si apre uno spazio centrale molto pericoloso e Fabregas ne approfitta, ma Torres è in fuorigioco. Al ventesimo errore di Villa che tocca un pallone proveniente da Xabi Alonso innescando il contropiede avversario; pericolo per gli spagnoli. In questi venti minuti si nota la grande qualità degli spagnoli, ma anche la tantissima quantità messa in campo dal team di Bradley; situazione equilibrata, dunque, al Free State Stadium di Bloemfontein. Al ventiseiesimo, meritatamente, gli Stati Uniti passano in vantaggio con un gran gol di Altidore che si libera di forza di Xavi e spiazza Casillas; si sono invertiti i ruoli: troppi errori per gli spagnoli e tante idee e iniaziative per gli Usa che siglano il primo gol della Confederations alla Spagna. Il primo tempo si chiude con una grande occasione degli uomini di Del Bosque per tentare il pareggio, ma il vantaggio americano appare del tutto meritato grazie alla perfezione tattica ostentata e alla superiorità nelle occasioni.

Inizia bene la Spagna il secondo tempo con un paio di occasioni di Villa e Xabi Alonso dalla distanza; i Campioni d’Europa cercano disperatamente il pareggio. Al cinquantatreesimo contatto in area: Donovan su Xavi, era rigore netto, ma l’arbitro non lo concede alimentando molte proteste in panchina. Attacca la Spagna mettendo in difficoltà gli Statunitensi; finalmente viene fuori la squadra dei record: cambia il volto della semifinale. E’un assedio, una gara ad una porta sola: gioca solo la Spagna che dopo aver regalato un primo tempo agli Stati Uniti, sta dominando il secondo. Villa e Ramos hanno le occasioni più evidenti, ma di contro c’è un grande Howard che neutralizza tutto. Incredibile al settantatreesimo ennesimo errore spagnolo, di Sergio Ramos su deviazione di Pique e ne approfitta Dempsey che realizza il 2-0. La Spagna prova il forcing finale, ma si copre bene la formazione di Bradley. La partita si chiude con l’espulsione di Bradley per gioco scorretto. USA in finale, affronterà la vincente di Brasile-SudAfrica, mentre per la Spagna si aprono le porte della finale di consolazione.

La chicca
– La parte più significativa del match la si ritrova nel prepartita con l’abbraccio delle due squadre nel dir di no al Razzismo, a quindici anni dalla fine dell’Apartheid in Sudafrica. Durante il match si mette in evidenza il pubblico allietandoci con delle magnifiche ole e cori simpatici.

La chiave – Gli Stati Uniti sbloccano il match grazie ai tanti errori degli spagnoli che permettono agli avversari, dunque, di innescare le loro azioni offensive e rendersi sempre pericolosi fin dal primo minuto. Errore fatale di Xavi che non tiene bene la marcatura su Altidore che da posizione ravvicinata spiazza Casillas. Sbaglia diversi passaggi anche Villa; ne approfittano sempre gli USA.

Top&Flop – Buon primo tempo degli Stati Uniti; promossi Davies, Altidore, Donovan e Dempsey. La Spagna è assente nel primo tempo, mentre disputa un ottimo secondo tempo. Non convince Fabregas, troppi errori nel primo tempo di Xavi e Capdevilla (vero flop del match, completamente assente). Nella ripresa bene Villa e Ramos. Top Stati Uniti: Demerit, Flop Spagna: Capdevilla.

Salvo Ferrara

IL TABELLINO

SPAGNA-STATI UNITI 0-2

MARCATORI: 26′ Altidore, 73′ Dempsey

SPAGNA (4-4-2): Casillas 6, Sergio Ramos 5,5, Piquè 5,5, Puyol 6, Capdevila 5, Riera 5,5 (77′ Mata 6), Xabi Alonso 6, Fabregas 6 (67′ Cazorla 6), Xavi 6, Villa 6,5, Torres 6. All. Del Bosque 6

STATI UNITI (4-4-2): Howard 7,5, Spector 6,5, Onyewu 7,5, Bocanegra 6,5, Demerit 7, Dempsey 7 (88′ Bornstein sv), Clark 6,5, Bradley 6, Donovan 7, Davies 7 (68′ Feilhaber 5,5), Altidore 7,5 (83′ Casey 6). All. Bradley 7

ARBITRO: Jorge Larrionda (URU) 6

AMMONITI: Donovan (U), Altidore (U), Capdevila (S), Piqué (S)

ESPULSI: 86′ Bradley (USA)

Lippi: Non abbiamo fatto male ma non meritavamo di più

Posted Giugno 21, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009, Italia - Brasile 0-3, Marcello Lippi

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L’Italia esce a testa bassa dalla Confederations Cup dopo la bruciante sconfitta per 3-0 col Brasile.

Una vittoria e due sconfitte è il magro bottino degli Azzurri e il Ct Marcello Lippi commenta così, ai microfoni di Sky Sport, l’uscita di scena della nazionale tricolore.

Ci siamo presentati a questa competizione in una condizione fisica non brillantissima – ha detto Lippi – Poi in ogni partita c’è stata la reazione, l’attegiamento giusto, perchè questa è una squadra che ha anima, ha cuore, ma contro certe squadre non basta“.

Non abbiamo fatto male - ha detto ancora il Ct azzurro – ma un po’ poco. Evidentemente in questo momento non siamo in grado di fare di più; è il nostro limite attuale, non credo però il limite definitivo. Tutti vogliono i giovani, ma i giovani hanno bisogno di inserirsi gradatamente e soprattutto di essere inseriti in una squadra che funzioni abbastanza bene e a buoni livelli“.

Mi dispiace - ha detto ancora Lippi – perchè ci tenevo a fare una Confederations diversa, ma non l’abbiamo fatta bene. Iaquinta che non seguiva maicon? Era una scelta tecnica. Il 4-4-2 nel secondo tempo? Una scelta del momento; ho cercato di dare un maggiore equilibrio, anche perchè pensavo ancora alla qualificazione, bastava un goal. Nella negatività del risultato ci poteva stare comunque il passaggio del turno“.

Non è andata - ha concluso il Ct - Andiamo a casa e siamo dispiaciuti ma onestamente in questa Confederations non meritavamo di più. Ora andiamo in vacanza e riordiniamo le idee“.

fonte: www.goal.com

Confederations Cup: Italia – Brasile 0-3

Posted Giugno 21, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009, Italia - Brasile 0-3

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Che figura! Doveva essere la rivincita della sconfitta di Londra del Febbraio scorso, invece la nazionale italiana di Marcello Lippi, crolla sotto i colpi tremendi del Brasile e esce dalla Confederation Cup, dopo aver preso lezione di calcio dai brasiliani che ci asfaltano con un secco 3 a 0. Gara da incubo per gli azzurri che non entrano quasi mai in partita, mentre Kakà e compagni si divertono ed hanno anche il tempo di far vedere un po’ di calcio champagne. Brasile prima del girone, mentre a sorpresa in seconda posizione sale l’Usa che dilaga 3 a 0 contro l’Egitto.

In campo – Lippi cambia quattro uomini rispetto alla deludente prova offerta contro l’Egitto, optando sempre per il 4-3-3 con Buffon tra i pali, linea difensiva formata da Zambrotta e Dossena sugli esterni con Cannavaro e Chiellini centrali; a centrocampo spazio a De Rossi, Pirlo e Montolivo (preferito a Gattuso), mentre in avanti Toni in posizione centrale viene supportato sulle fasce da Camoranesi e Iaquinta. Sull’altra sponda, Dunga opta per il classico 4-2-2-2 riproponendo la formazione base ad eccezione di Ramires preferito ad Elano. In avanti pura fantasia con Kakà e Robinho.

Si gioca – Pronti-via e si capisce subito che partita sarà: il Brasile gioca in tranquillità, mentre la nostra nazionale affoga subito nelle difficoltà e non riesce ad arrivare quasi mai dalla parti di Julio Cesar. Al 6’ i verde oro vanno vicinissimi al vantaggio con una conclusione dall’interno dell’area di Ramires, servito da Luis Fabiano, che colpisce il palo con Buffon che non ci sarebbe mai arrivato. Non è un fuoco di paglia, anzi tutto il contrario perché nel giro di pochi minuti i brasiliani sfiorano il raddoppio per ben due volte: prima la conclusione di Robinho dal limite viene bloccata a terra da Buffon, poi ci pensa ancora una volta l’estremo difensore della Juventus ad anticipare Luis Fabiano servito ottimamente da Kakà. L’Italia? Si fa vedere dalle parti di Julio Cesar solamente al 28’ quando Camoranesi dal limite lascia partire un destro che sorvola di poco la traversa. Ma è veramente l’unica azione azzurra della prima frazione..prima del Brasile show. Al 33’ Lucio entra in area, dribbla Iaquinta e crossa basso in mezzo, la palla deviata da De Rossi finisce sull’incrocio dei pali e ritorna in campo dove Robinho perde l’attimo giusto e viene anticipato in angolo dalla difesa azzurra. Sul susseguente corner Lucio lasciato tutto solo, colpisce a botta sicura ma sulla sua strada trova un attento Buffon che respinge di pugno. E’ il preludio al vantaggio che arriva puntuale al 37’ con Luis Fabiano che sul filo del fuorigioco stoppa un tiro malconcio di Maicon e tutto solo davanti a Buffon lo trafigge con un preciso diagonale. Chi si aspettava la reazione dell’Italia (fuori Iaquinta  dentro Rossi al 38’) si sbagliava e di parecchio, perché nel giro di due minuti il Brasile chiude la gara. Al 43’ splendida azione in contropiede orchestrata dal trio Kakà, Robinho e Luis Fabiano; ancora una volta l’attaccante brasiliano tutto solo davanti a Buffon lo trafigge per il 2 a 0. Passa un minuto e mezzo, ed ancora un contropiede ci costa la terza rete: Kakà si invola sull’out sinistro, pallone in mezzo per Robinho che viene anticipato da Dossena in scivolata che però termina alle spalle di Buffon. Il primo tempo finisce qui con gli azzurri che vengono sommersi dai fischi del pubblico africano.

La ripresa è pura accademia per il Brasile, che allenta notevolmente il ritmo del gioco, e concede agli azzurri maggiori spazi per poter siglare il gol della bandiera e della possibile qualificazione in semifinale. Al 62’ Camoranesi riceve palla, serve Pepe che di testa non riesce a trovare Gilardino che si trovava in buona posizione. Poi, come in occasione della gara contro gli Usa, prova a salire in cattedra Rossi con due conclusioni dal limite nel giro di tre minuti (64’-67’), ma Julio Cesar è attento e dice di no. Lippi prova le ultime disperate mosse, togliendo uno spento Toni ed inserendo Gilardino, ma i risultati non si vedono, perché il Brasile nonostante avesse abbassato il ritmo sfiora addirittura il quarto gol con Kakà, autore di una partita strepitosa.
Al 75’ Italia che potrebbe siglare il gol che riaprirebbe la qualificazione: lancio in profondità per Gilardino che allunga il passo e anticipa Julio Cesar uscito dai pali; il portiere dalla parte sinistra dell’attacco azzurro deve rientrare velocemente in porta, mentre l’Italia cambia versante per cercare la porta sguarnita, ma sia De Rossi che Pepe non riescono a trovare l’attimo giusto. E’ l’ultima azione degna di cronaca prima del triplice fischio che condanna l’Italia a salutare la Confederation Cup. Probabile, anzi quasi scontato, che il prossimo anno in Sudafrica diversi giocatori italiani impegnati in questa manifestazione non ci siano per lasciare spazio ad altri.

La chicca
– Il primo tempo straordinario del Brasile che annienta l’Italia che non è capace di reagire. 5 gol subiti, 0 fatti in due gare contro i verde oro, dimostrano che il divario fra le due squadre è nettissimo in questo momento. Ovviamente con giocatori come Kakà e Robinho è facile divertire e soprattutto vincere.

La chiave – L’attacco brasiliano e la difesa italiana nella prima frazione. I tre attaccanti del Brasile stravincono la sfida contro il quartetto italiano che soffre tantissimo e dimostra limiti al quale è obbligatorio lavorarci sopra in vista dei mondiali del prossimo anno.

Top&Flop –  Kakà e Luis Fabiano su tutti in positivo, mentre in casa azzurra si salvano dal nubifragio soltanto Buffon e Rossi. Gli altri azzurri invece sono tutti sotto la sufficienza ed è difficile scegliere anche il peggiore in assoluto; noi facciamo due nomi: Dossena e Toni.

Valentino Cesarini

IL TABELLINO

ITALIA-BRASILE 0-3

MARCATORI: 37’ Luis Fabiano (B), 43’ Luis Fabiano (B), 44’ autorete Dossena (B)

Italia (4-3-3): Buffon 6; Zambrotta 5, Cannavaro 5, Chiellini 5, Dossena 5; Montolivo 5 (1’st Pepe 6), De Rossi 5.5, Pirlo 5.5; Camoranesi 5.5, Toni 5 (12’st Gilardino 5.5), Iaquinta 4.5 (37’pt Rossi 6). A disposizione: Amelia, De Sanctis, Santon, Grosso, Legrottaglie, Gattuso, Gamberini, Palombo, Quagliarella. All. Lippi 5

Brasile (4-2-2-2): Julio Cesar 6; Maicon 6.5, Lucio 6.5, Juan 6 (24’pt Luisao 6), Andre Santos 6; Gilberto Silva 6 (39’st Kleberson sv), Felipe Melo 6.5; Ramires 6.5 (41’st Josuè sv), Kakà 7, Robinho 6.5; Luis Fabiano 7. A disposizione: Victor, Gomes, Kleber, Daniel Alves, Miranda, Elano, Julio Baptista, Pato, Nilmar. All. Dunga 7

Arbitro: Archundia (Mes) 6

AMMONITI: Chiellini (I), Dossena (I)

fonte: www.goal.com

Confederations Cup 2009: Egitto – Italia 1-0

Posted Giugno 18, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009, Egitto - Italia 1-0

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L’Italia perde il 2° incontro di Confederations Cup contro l’Egitto.
Decide la rete al 39′ di Homos.
Pessima prestazione della formazione italiana.

Grosso: Il Mister ci ha detto di girare palla e…

Posted Giugno 15, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009, Fabio Grosso, Usa - Italia

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Quando indossa la maglia della nazionale offre sempre prestazioni all’altezza da campione del mondo qual è.

Fabio Grosso ha confermato anche oggi, nell’esordio in Confederations Cup, di avere un feeling particolare con la maglia azzurra.

Nel secondo tempo si e’ sentita la superiorita’ numerica, dopo un inizio contratto. Nell’intervallo ci siamo detti di cambiare ritmo e cosi’ e’ stato. Anche mister Lippi ci ha chiesto di tenere di piu’ palla e farla girare meglio e piu’ veloce e infatti sono venuti i due bellissimi goal di Beppe Rossi e quello altrettanto bello di De Rossi“.

Sul futuro della competizione:  “Ora pensiamo all’Egitto, che pratica un bel calcio ed e’ una squadra molto pericolosa, come ha dimostrato oggi. Ora riposiamo e poi ci concentreremo sul prossimo match“.

fonte: www.goal.com

Gilardino: Con Iaquinta è andata meglio

Posted Giugno 15, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Alberto Gilardino, Confederations Cup 2009, Usa - Italia

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Prima di scendere in campo aveva già vinto un duello, quello con il compagno di squadra Toni, che Lippi ha lasciato in panchina proprio per fare spazio a lui.

Ad Alberto Gilardino interessava maggiormente la vittoria in campo, ed è questo che lo rende contento a fine partita.

Ho saputo di giocare questa mattina, e’ stata una bella sorpresa. Siamo andati in difficolta’ nel primo tempo, ma poi abbiamo avuto una bella reazione. Io e Luca (Toni, ndr) siamo amici, nessuna ‘guerra’, ridiamo e scherziamo su questa vicenda. Grande Rossi, e’ un giocatore importantissimo per come si muove tra le linee“.

Sulla sua prestazione: “Sono contento della mia partita, nel secondo tempo con Iaquinta piu’ vicino e’ andata meglio. Il violino? Speriamo presto…“.

fonte: www.goal.com

Prima di scendere in campo aveva già vinto un duello, quello con il compagno di squadra Toni, che Lippi ha lasciato in panchina proprio per fare spazio a lui.

Ad Alberto Gilardino interessava maggiormente la vittoria in campo, ed è questo che lo rende contento a fine partita.

Ho saputo di giocare questa mattina, e’ stata una bella sorpresa. Siamo andati in difficolta’ nel primo tempo, ma poi abbiamo avuto una bella reazione. Io e Luca (Toni, ndr) siamo amici, nessuna ‘guerra’, ridiamo e scherziamo su questa vicenda. Grande Rossi, e’ un giocatore importantissimo per come si muove tra le linee“.

Sulla sua prestazione: “Sono contento della mia partita, nel secondo tempo con Iaquinta piu’ vicino e’ andata meglio. Il violino? Speriamo presto…“.

De Rossi: La serata tedesca rimane, ma che soddisfazione!

Posted Giugno 15, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009, Daniele De Rossi, Usa - Italia

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Con il gol realizzato stasera Daniele De Rossi ha chiuso definitivamente i conti con il suo passato non proprio glorioso contro gli Stati Uniti.

Il centrocampista giallorosso racconta le sue emozioni e commenta così la vittoria nell’esordio in Confederations Cup.

E’ una soddisfazione a prescindere da quella serata storta, quella rimane e  non la dimentichero’ ed e’ giusto cosi’. Ma se dovevo togliermi questa soddisfazione, questa era la squadra giusta. Ho abbracciato il fisioterapista della Nazionale perche’ ho avuto problemi col tendine ed ero preoccupato, invece e’ andato tutto bene, anche grazie a lui“.

Sulla partita: “Nel primo tempo non abbiamo fatto malissimo, ma nel secondo abbiamo trovato lo spazio tra le linee, cosa che nella prima frazione non ci riusciva. Questo non e’ il Mondiale, pero’ vogliamo vincere come sempre“.

Sul rapporto con i compagni di centrocampo: “Con Pirlo ogni partita ci troviamo sempre meglio, Rino ci da’ piu’ equilibrio, Andrea fa sia da centrocampista che da trequartista. Mi fa piacere giocare con lui, perche’ all’inizio era una chiacchiera comune che noi non potessimo convivere“.

fonte: www.goal.com

Confederations Cup 2009: Usa – Italia 1-3

Posted Giugno 15, 2009 by Gianluca De Bianchi
Categories: Confederations Cup 2009, Usa - Italia

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L’Italia sonnecchia, sbanda, si riprende e vince. L’esordio in Confederations Cup porta 3 punti importanti tra note positive e meno positive. Male gli azzurri nel primo tempo, abulici e controllati con estrema facilità dagli Usa, che reggono benissimo fino al pareggio italiano. Pareggio che arriva con una botta da fuori di Rossi, la nota lieta della serata. Il sorpasso è firmato De Rossi, in una partita discreta soprattutto nel secondo tempo, chiosato ancora dall’italo-americano: 3-1 Italia. Prossimo step l’Egitto di Zidan. Anche noi abbiamo il nostro Zidan(e): Peppe Rossi dal New Jersey.

In campo – L’Italia di Lippi ha la forma del nuovo corso e la sostanza di quello vecchio: tridente con centrocampo triangolare e Pirlo vertice alto, ma dei giovani c’è solo Chiellini. In avanti Gilardino vince il ballottaggio con Toni, in difesa recupera Legrottaglie. Stati Uniti col 4-2-3-1, in avanti vanno i brillanti Donovan e Altidore mentre Adu (Benfica) e Beasley (Rangers) vanno in panca.

Si gioca – All’inizio le squadre si studiano, il gioco non è fluidissimo ma le idee ci sono. Il primo tiro è di Gilardino da lontano, poi Grosso si fa notare con un paio di giocate in versione Mondiale. Ma gli Usa tengono bene. A sfiorare il goal di testa è Legrottaglie al 20’, fuori di poco. 5 minuti dopo tremiamo per un nostro buco difensivo non sfruttato da Bradley. Lo imita Altidore che cicca un pallone golosissimo davanti a Buffon. La reazione azzurra sta in una buona punizione di Pirlo smanacciata da Howard, prima dell’espulsione di Clarke alla mezzora per un fallo brutto (ma non terribile) su Gattuso. Dal 38’ al 40’ succede di tutto: il guardalinee annulla un autogoal di Bornstein perché la posizione di Camoranesi è irregolare, poi l’arbitro fischia rigore per fallo di Chiellini su Altidore e Donovan realizza. Sbandiamo un attimo ancora, poi Zambrotta prova un siluro prima dell’intervallo.

Si ricomincia senza cambi negli uomini e nel gioco: l’Italia resta spenta, gli Usa prendono piede. L’Italia sfiora il pareggio con Iaquinta di testa su calcio d’angolo, poi Rossi appena entrato lo trova con una bomba delle sue dritta nel sacco. Giuseppe dal New Jersey suona la carica, gli azzurri lo seguono bene. Gilardino prova un sinistro da fuori, Iaquinta un destro da dentro l’area: niente di fatto ma l’Italia cresce. E De Rossi compie la sua vendetta tre anni dopo: un siluro da 35 metri che batte davanti ad Howard e si infila nell’angolo basso, 2-1. Continuiamo a spingere e a cercare il goal da fuori, ma Legrottaglie rischia di regalare il secondo rigore agli Usa. Toni si divora il 3-1 di testa,  Klestein ci fa tremare con un terra-aria dalla distanza e ancora Toni non trova il colpo del k.o. Quello che invece trova Rossi al 94’ dopo una magia di Pirlo: 3-1 e game over.

La chiave – Né l’espulsione di Clark, né il fallo da rigore di Chiellini. La chiave è l’ingresso di Giuseppe Rossi, la verve di questa Nazionale. Entra lui e si svegliano anche gli altri. Il goal del pareggio vale quanto il sorpasso del suo omonimo più famoso su Lorenzo in Catalogna: una meraviglia.

La chicca –
Una nuova e strana divisa bagna l’esordio italiano in Confederations Cup. Maglietta celeste di un tono a metà tra Napoli e Lazio, pantaloncini marroni e calze in tinta. Per chi afferma che la Confederations sia solo una trovata pubblicitaria, questa è una conferma. Anche perché la tenuta è discretamente brutta.

Top&Flop –
Rossi merita una menzione d’onore per la doppietta e la personalità. Bene anche De Rossi e la sua “revenge”, meno bene Gattuso e pessimo Camoranesi. I centrali italiani nel primo tempo (e non solo) ballano troppo: bisogna migliorare. Fra gli statunitensi Onyewu annulla Gilardino e Altidore tiene in scacco i nostri stopper per più di un’ora.

Francesco Giambertone

IL TABELLINO

STATI UNITI – ITALIA 1-3

MARCATORI: 41’ Donovan (S), 58’ Rossi (I), 72’ De Rossi (I)

STATI UNITI (4-2-3-1): Howard 6; Bornstein 5,5, Onyewu 7, Spector 6, Demerit 6; Bradley 6, Clark 5; Dempsey 6, Donovan 6,5 (86’ Klestain s.v.), Feilhaber 5 (72’ Beasley 6); Altidore 6,5 (66’ Davies 5,5). A disp: Guzan, Robles, Wynne, Bocanegra, Califf, Adu, Torres Mezzel, Pearce, Casey. All: Beasley 6.

ITALIA (4-3-3): Buffon 6; Zambrotta 6, Legrottaglie 5,5, Chiellini 5, Grosso 5,5; Gattuso 5 (56’ Montolivo 6,5), De Rossi 7; Pirlo 6,5; Camoranesi 4,5 (56’ Rossi 8), Gilardino 6 (69’ Toni 5), Iaquinta 6. A disp: Amelia, De Sanctis, Santon, Gamberini, Dossena, Palombo, Pepe, Quagliarella. All: Lippi 6.

AMMONITI: Legrottaglie (I), Bornstein (S), Grosso (I)

ESPULSO: Clarke (S)

ARBITRO: Pozo (Chile) 6

fonte: www.goal.com